Come sta cambiando l’economia africana tra il 2024 ed il 2025 in prospettiva

Stanno arrivando grosse novità per l’economia africana. Entro la fine del 2025, quasi la metà della popolazione africana sarà impegnata nell’acquisto di beni e servizi online, rispetto al solo 13% del 2017. Questo aumento sarà alimentato dalla popolazione africana giovane e in crescita, esperta di tecnologia: il 70% della popolazione africana. I sahariani hanno meno di 30 anni e c’è un’impennata della connettività mobile in tutto il continente.

Questa crescita dell’e-commerce offre opportunità senza precedenti per le imprese globali, secondo i risultati dettagliati in un recente rapporto intitolato “Pagamenti ed e-commerce in Africa”, pubblicato da Nikulipe, una società fintech globale che si concentra sui metodi di pagamento locali nei paesi in rapida crescita e Mercati emergenti.

La crescita prevista degli utenti Internet attivi in ​​Africa, da 570 milioni alla fine del 2022 a quasi 900 milioni entro il 2028, sarà in gran parte guidata dalla maggiore adozione degli smartphone, che si prevede si avvicinerà alla media globale del 92% nella maggior parte dei paesi sub-sahariani entro il 2020. 2030.

Il rapporto di Nikulipe posiziona questa radicale trasformazione digitale come una grande opportunità per i fornitori di servizi di pagamento e i commercianti globali di espandersi nei mercati emergenti e in rapida crescita dell’Africa. Tuttavia, il rapporto rivela anche che qualsiasi azienda che voglia entrare nei mercati emergenti del continente dovrà tenere attentamente conto delle preferenze relative ai metodi di pagamento locali.

economia africana

Rizzani de Eccher fa affari in Algeria

 Un po’ di tempo fa abbiamo spiegato che per fare affari, al giorno d’oggi, non è più sufficiente puntare sui paesi in via di sviluppo. E’ molto più utile, al contrario, andare ad investire capitali in Africa. Una recente notizia finanziaria che arriva dall’Italia, sembra giustificare questo nuovo “trend”.

C’è infatti una società nostrana, specializzata in grandi costruzioni, che ha ottenuto un appalto per la realizzazione di un tratto autostradale in Algeria. Questa nuova arteria servirà a collegare l’interno del paese con la costa. Il fatturato dell’azienda arriverà a 2,5 miliardi di euro. 1,65 miliardi saranno intascati direttamente dalla friulana Rizzani de Eccher.

Valute e materie prime legate verso il ribasso

Perché abbiamo parlato di “parte dei soldi”? Perché l’impresa friulana di costruzioni è a capo di una join venture costituita assieme a due imprese algerine, la Etrhb e la Sapta. Il progetto non è certo una grande opera all’italiana, ma c’è già un disegno molto importante. L’autostrada dovrà essere realizzata prevedendo tre corsie per ogni senso di marcia.

Il futuro degli investimenti è in Africa

L’interno del paese, molto vicino al deserto, dovrà avere un punto d’accesso alla costa mediterranea. La posa della prima pietra, l’inaugurazione dei lavori, c’ stata alla presenza delle autorità locali. Ha partecipato infatti il primo ministro algerino Abdel Malek Sellal.

La Rizzani de Eccher, in questo momento, ha 1600 dipendenti, nel 2012 ha fatturato 423 milioni di euro, ma il suo fatturato per l’anno in corso dovrebbe salire fino a 2,5 miliardi di euro.

Il futuro degli investimenti è in Africa

 La Cina non è più un terreno d’investimento privilegiato per chi vuole far fruttare i propri capitali, infatti, secondo gli analisti di JP Morgan è bene cambiare continente e spostarsi dall’Asia all’Africa. Insomma è arrivato un invito palese a guardarsi intorno in questo periodo che potremmo definire di gran cambiamento.

Il Fondo Monetario Internazionale – come abbiamo avuto già modo di dire – qualche giorno fa ha abbassato le previsioni di crescita della Cina dall’8 al 7,75 per cento. Una flessione quasi impercettibile in termini percentuali che però getta qualche ombra sull’andamento futuro dell’economia di Pechino.

Pronta una banca mondiale per gestire l’ascesa

Per questo motivo molti banchieri internazionali hanno deciso di sondare altri terreni d’investimento e sono arrivati alla conclusione che si possono trarre molti benefici dai mercati dell’area sub-sahariana. I primi ad interessarsi al business africano sono stati gli analisti di Jp Morgan, ma alla definizione di queste opportunità ha contribuito anche la ICBC.

Morgan Stanley e gli investimenti del 2013

Un discorso analogo è stato fatto anche dalla Standard Chartered che ha definito il mercato africano come un mercato in forte espansione, visto che a livello politico la governance sta migliorando e la stabilità dei governi aumenta di giorno in giorno.

Come nel caso dell’Europa, sarà sufficiente consolidare i traguardi politici per poi arrivare alla stabilità economica.